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Insights · Crediti d'Imposta Aziendali

Cessione crediti d’imposta bonus edilizi: le regole del 2026

Ottobre 16, 2026 · Lettura 8 min8 min read · Aggiornato il Ottobre 26, 2026Updated Ottobre 26, 2026

Cessione crediti d'imposta bonus edilizi: le regole del 2026
Cessione crediti d’imposta bonus edilizi: nel 2026 è ancora possibile, ma solo per i crediti già presenti nel cassetto fiscale. Per i nuovi lavori cessione e sconto in fattura sono chiusi, salvo casi residuali. Se il tuo credito è già nato, puoi ancora venderlo, usarlo in compensazione o, in certi casi, cederlo di nuovo. Qui trovi come capire se il tuo credito è cedibile, a chi, a che prezzo indicativo e con quali documenti.Se cerchi prima una spiegazione di base, leggi cos’è la cessione del credito d’imposta.Ultimo aggiornamento: ottobre 2026 · Tempo di lettura: circa 8 minutiIn breve
    • Nuovi lavori: niente più cessione né sconto in fattura per i bonus ordinari. Si usa solo la detrazione in dichiarazione.
    • Crediti già nel cassetto fiscale: restano vendibili, nei limiti di cessioni previsti dall’art. 121 del D.L. 34/2020.
    • Ogni rata annuale va usata entro il 31 dicembre: se non la usi né la cedi, la perdi.
    • Il prezzo dipende dal tipo di credito e dalle rate residue: più rate restano, più basso è il prezzo.
    • Prima di vendere servono documenti in ordine: senza, nessun acquirente serio compra.

Cessione crediti d’imposta bonus edilizi: cosa è cambiato nel 2026

Il sistema delle cessioni è stato chiuso per tappe. Il D.L. 11/2023 ha bloccato cessione e sconto in fattura per i nuovi interventi dal 17 febbraio 2023, con alcune deroghe. Il D.L. 39/2024 ha ristretto ancora quelle deroghe e ha vietato la cessione delle rate residue di detrazione. La Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha confermato l’impianto: i bonus edilizi ordinari funzionano ormai come semplici detrazioni.

Nuovi lavori: opzioni chiuse

Per bonus ristrutturazioni, ecobonus, sismabonus e bonus mobili, chi fa lavori nel 2026 non può più cedere il credito né chiedere lo sconto in fattura: recupera la spesa in dichiarazione dei redditi, in più anni. Per il Superbonus le opzioni sopravvivono solo in casi residuali, legati ai territori colpiti da eventi sismici: vanno verificati caso per caso con il proprio commercialista.

Crediti già nel cassetto: ancora circolabili

Il blocco non cancella i crediti nati quando le opzioni erano ammesse. Quei crediti esistono, si possono usare in compensazione con il modello F24 e, se non hai esaurito le cessioni disponibili, si possono vendere. È qui che si gioca oggi il mercato: imprese edili, general contractor e condomini con crediti da smobilizzare da una parte, aziende con capienza fiscale dall’altra.

Il mio credito è ancora cedibile? Lo schema in 4 domande

Prima di cercare un acquirente, verifica il tuo credito sulla Piattaforma cessione crediti dell’Agenzia delle Entrate. Poi rispondi a queste quattro domande.
    1. Il credito è nel tuo cassetto fiscale e risulta accettato? Se no, non puoi ancora cederlo: un credito comunicato ma non accettato resta in sospeso.
    1. Quante cessioni ha già avuto? Se sei il primo cessionario o il fornitore che ha fatto lo sconto, di norma hai ancora margine. Se il credito ha esaurito le cessioni ammesse, puoi solo usarlo in F24.
    1. La piattaforma indica limiti a ulteriori cessioni? Alcuni crediti, per data e storia delle comunicazioni, non ammettono altri passaggi. La piattaforma lo segnala.
    1. La rata dell’anno è ancora utilizzabile? Ogni credito è diviso in rate annuali. La rata dell’anno in corso va usata o ceduta entro il 31 dicembre.
Se il credito è accettato, ha ancora cessioni disponibili e non ha blocchi, è vendibile. Se non sei sicuro di come leggere la piattaforma, richiedi una valutazione gratuita del tuo credito: lo verifichiamo noi.

Quante volte si può cedere un credito e a chi

Le regole sono fissate dall’art. 121, comma 1, del D.L. 34/2020, modificato più volte tra il 2022 e il 2023. In sintesi, il quadro vigente per i crediti ancora in circolazione è questo.
PassaggioA chi si può cedereNote
Prima cessione (o sconto in fattura)A chiunque: privati, imprese, bancheÈ il passaggio dal beneficiario o dal fornitore al primo cessionario
Cessioni successive alla primaSolo a soggetti qualificati: banche, intermediari finanziari, assicurazioniEntro il numero massimo di passaggi previsto dalla legge
Ulteriore cessione da parte della bancaA clienti professionali o correntisti diversi dai consumatoriCanale usato per far arrivare i crediti alle aziende che compensano
Altre due regole pratiche contano molto. I crediti nati da opzioni comunicate dal 1° maggio 2022 non si possono cedere in modo parziale nei passaggi successivi: o tutta la rata, o niente. E l’accettazione in piattaforma è irreversibile e non può essere parziale: una volta accettato, il credito è del cessionario.Sulla tua situazione specifica conta la storia del singolo credito: due crediti dello stesso importo possono avere margini di cessione diversi.

Quanto vale il credito: prezzi indicativi

Non esiste un prezzo fisso. Chi compra paga meno del valore nominale perché anticipa liquidità e si prende i tempi di utilizzo. Il prezzo dipende soprattutto da tre fattori: tipo di bonus, numero di rate residue e qualità della documentazione. Li trovi spiegati nella guida al tasso di sconto.Come riferimento, ecco alcune quotazioni pubbliche degli anni scorsi.
Tipo di creditoRateRiferimento pubblicoFonte
Superbonus4 rate85,8% del nominaleOfferta bancaria riportata da InvestireOggi
Sismabonus e altri crediti a 5 rate5 rate82,6% del nominaleOfferta bancaria riportata da InvestireOggi
Bonus ristrutturazioni, ecobonus, facciate10 rate70% del nominaleOfferta bancaria riportata da InvestireOggi
Superbonus e crediti a 4 anni4 rateSconto medio intorno al 15%Milano Finanza, aprile 2023
Crediti a 10 anni10 rateSconto intorno al 28,5%Milano Finanza, aprile 2023
Valori storici e indicativi. Oggi molti crediti hanno meno rate residue, e questo cambia il prezzo. Il valore reale del tuo credito si stabilisce solo dopo la valutazione.

Esempio numerico

Un’impresa ha 100.000 euro di credito Superbonus nel cassetto fiscale, ripartito in rate annuali. Ipotizziamo un prezzo concordato dell’85%.
Valore nominale100.000 €
Prezzo ipotetico85%
Incasso lordo85.000 €
Differenza rispetto al nominale15.000 €
Se l’impresa non ha imposte e contributi sufficienti per usare quelle rate in compensazione, ogni anno rischia di perdere una parte del credito. Vendere a 85 può valere più che tenere a 100 e usarne solo 60. Il conto va fatto sul tuo caso, non sulla media.

Come funziona la cessione passo per passo

    1. Verifica del credito. Si controllano nel cassetto fiscale tipo di credito, rate residue, numero di cessioni già fatte ed eventuali blocchi.
    1. Controllo dei documenti. L’acquirente verifica che il credito sia nato correttamente, spesso con una comfort letter. È la fase che decide prezzo e fattibilità.
    1. Offerta e accordo. Si concordano prezzo, rate da cedere e tempi di pagamento in un contratto di cessione.
    1. Comunicazione in piattaforma. Il cedente comunica la cessione sulla piattaforma dell’Agenzia delle Entrate; il cessionario la accetta.
    1. Pagamento. Il corrispettivo arriva secondo quanto previsto dal contratto, di solito dopo l’accettazione.
I tempi complessivi dipendono soprattutto dalla completezza dei documenti: con un fascicolo in ordine le verifiche sono molto più rapide.

Documenti da preparare: la checklist

    • Asseverazioni tecniche e attestazione di congruità delle spese, dove richieste
    • Titolo edilizio (CILA, CILAS, SCIA o permesso) con data di presentazione
    • Fatture e prove dei pagamenti
    • Stati di avanzamento lavori (SAL) e fine lavori
    • Ricevuta della comunicazione all’Agenzia delle Entrate con il codice identificativo del credito
    • Per i condomini: delibere assembleari e documenti dell’amministratore
Un credito senza documenti completi non è necessariamente perso, ma diventa molto più difficile da vendere, e a un prezzo peggiore.

Gli errori che bloccano la vendita

Lasciar scadere la rata dell’anno

Per i crediti da bonus edilizi la rata annuale non usata in compensazione non si può usare negli anni successivi né chiedere a rimborso. Chi aspetta dicembre per muoversi spesso scopre che non c’è più tempo per chiudere una cessione. Se hai rate in scadenza, leggi cosa fare con i crediti d’imposta rata 2026.

Ignorare il rischio di sequestro

Un credito nato in modo irregolare può essere sequestrato anche presso chi lo ha acquistato. Per questo gli acquirenti seri fanno verifiche approfondite, e i crediti con una storia poco chiara faticano a trovare compratori.

Avere debiti iscritti a ruolo

Con il D.L. 39/2024 l’uso in compensazione dei crediti da bonus edilizi è sospeso in presenza di debiti iscritti a ruolo scaduti oltre 10.000 euro. Se sei in questa situazione, la vendita del credito può diventare l’unica strada per non perderne il valore.

Non comunicare i crediti non più utilizzabili

Chi ha acquisito crediti che non può usare per ragioni diverse dalla scadenza deve comunicarlo all’Agenzia delle Entrate tramite l’apposita funzione della piattaforma.

Cedere, compensare o portare in dichiarazione: quale conviene

Cedere il creditoCompensare in F24Detrazione in dichiarazione
Chi può farloChi ha ancora cessioni disponibiliChi ha il credito nel cassetto fiscaleSolo il beneficiario originario della detrazione
Valore recuperatoPrezzo inferiore al nominaleValore pieno, se c’è capienzaValore pieno, se c’è IRPEF o IRES sufficiente
TempiLiquidità subitoRata per rata, anno per annoRata per rata, anno per anno
Rischio principalePrezzo basso se documenti incompletiPerdere la rata se manca capienzaPerdere la rata se manca imposta
Conviene seServe liquidità o manca capienza fiscaleImposte e contributi annui coprono le rateIl reddito copre la detrazione annua
Spesso la soluzione migliore è mista: compensi la parte che riesci a usare e vendi il resto. Le rate residue delle detrazioni in dichiarazione, invece, non si possono più trasformare in credito da cedere.

Hai crediti nel cassetto fiscale? Richiedi la valutazione gratuita

Advisoring ha seguito operazioni per 467 milioni di euro di crediti d’imposta. Verifichiamo se il tuo credito è ancora cedibile, quante rate restano e quale strada ti fa recuperare di più. Lavoriamo con imprese edili, general contractor, condomini e commercialisti in tutta Italia. Nessun impegno: prima capisci quanto vale, poi decidi.Richiedi la valutazione gratuita del tuo credito →Preferisci parlarne a voce? Contatta un consulente Advisoring. Scopri anche tutti i nostri servizi per la cessione dei crediti d’imposta.
Articolo aggiornato al 26 ottobre 2026. Le regole sui crediti edilizi cambiano spesso: verifichiamo e aggiorniamo questa guida a ogni novità normativa. Questo articolo ha finalità informative generali e non costituisce consulenza fiscale o legale.

Domande frequenti

Nel 2026 si può ancora cedere un credito d’imposta da bonus edilizi?

Sì, se il credito è già nel cassetto fiscale e non ha esaurito le cessioni ammesse. Per i nuovi lavori dei bonus ordinari, invece, cessione e sconto in fattura non sono più possibili e resta solo la detrazione in dichiarazione.

Quante volte si può cedere un credito?

La prima cessione è libera verso chiunque. Le successive sono ammesse solo verso banche, intermediari finanziari e assicurazioni, entro il numero massimo di passaggi previsto dalla legge; le banche possono poi cedere a clienti professionali o correntisti diversi dai consumatori. Alcuni crediti non ammettono ulteriori cessioni: la piattaforma dell'Agenzia lo indica.

Cosa succede se non uso la rata del credito entro l’anno?

Per i crediti da bonus edilizi la quota annuale non utilizzata entro il 31 dicembre si perde: non si recupera negli anni successivi né si chiede a rimborso. Per questo conviene muoversi prima della fine dell’anno.

Quanto si incassa vendendo un credito d’imposta?

Dipende dal tipo di bonus, dalle rate residue e dalla documentazione. Come riferimento storico, le offerte bancarie pubbliche andavano dal 70% all’85,8% del nominale. Il valore reale del tuo credito si definisce solo dopo una valutazione.

Quanto tempo serve per cedere un credito?

Dipende soprattutto dalla completezza dei documenti. Con visto di conformità, asseverazioni e fatture in ordine le verifiche sono rapide; con documentazione incompleta i tempi si allungano e il prezzo scende.

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