La cessione del credito d’imposta è l’operazione con cui chi ha un credito fiscale nel proprio cassetto lo trasferisce a un’altra impresa o a un intermediario, in cambio di un pagamento in denaro. Nel 2026 riguarda in pratica i crediti da bonus edilizi già presenti nei cassetti fiscali: chi vende ottiene liquidità subito, chi compra usa il credito per pagare i propri F24.
In questa guida trovi come funziona passo per passo, quali crediti si possono ancora cedere, chi può farlo e quali regole valgono oggi.
Ultimo aggiornamento: ottobre 2026 · Tempo di lettura: circa 8 minuti
In breve
- Nel 2026 si cedono i crediti edilizi già nel cassetto fiscale, nati da opzioni di sconto in fattura o cessione esercitate prima del blocco.
- Non si possono più aprire nuove opzioni per le spese 2026, né cedere le rate di detrazione di chi ha usato il bonus in dichiarazione.
- I crediti Transizione 4.0, Ricerca e Sviluppo e ZES non sono cedibili.
- Dopo la prima cessione, che è libera, il credito può passare solo a soggetti qualificati (banche, intermediari finanziari, assicurazioni).
- Si cede per rate annuali: ogni rata si usa solo nel suo anno, entro il 31 dicembre.
Cos’è la cessione del credito d’imposta
Nella cessione ci sono due parti: il cedente, che ha il credito nel cassetto fiscale e lo vende, e il cessionario, che lo compra. Il cessionario paga un prezzo inferiore al valore nominale e poi usa il credito in compensazione nel modello F24, per pagare imposte e contributi.
Un esempio con numeri ipotetici: hai una rata 2027 da 100.000 euro ma non avrai imposte sufficienti per usarla. La vendi a un’impresa che invece le avrà: tu incassi subito il prezzo concordato, lei usa i 100.000 euro di credito nei suoi F24 del 2027 pagando meno di 100.000 euro.
Le regole: da dove nasce e cosa è cambiato
Per i bonus edilizi la cessione è regolata dall’art. 121 del D.L. 34/2020 (Decreto Rilancio), modificato più volte negli anni successivi:
- D.L. 34/2020: introduce lo sconto in fattura e la cessione del credito per i bonus edilizi.
- 2022 (D.L. 157/2021 e decreti successivi): introducono visto di conformità e asseverazioni, e fissano i limiti al numero di cessioni.
- D.L. 11/2023: dal 17 febbraio 2023 blocca le nuove opzioni, salvo i lavori già avviati; definisce quando chi compra è esonerato dalla responsabilità in solido.
- D.L. 39/2024: restringe ancora le deroghe, vieta la cessione delle rate residue di detrazione e sospende la compensazione per chi ha debiti iscritti a ruolo oltre 10.000 euro.
Il risultato è un mercato più piccolo e più controllato, ma ancora attivo: nei cassetti fiscali ci sono rate da usare fino ai prossimi anni.
Come funziona la cessione del credito d’imposta, passo per passo
Step 1 — Verifica del credito
Si controlla nel cassetto fiscale quali rate sono disponibili, per quali anni e per quale importo, e quante cessioni sono già avvenute sul credito.
Step 2 — Fascicolo documentale
Si raccolgono la comunicazione dell’opzione accettata dall’Agenzia delle Entrate, il visto di conformità e le asseverazioni (quando obbligatori), il titolo edilizio, le fatture e i bonifici dei lavori. Molti acquirenti chiedono anche una comfort letter.
Step 3 — Ricerca dell’acquirente
Si cerca un cessionario con capienza fiscale negli anni delle rate da cedere: un’impresa con F24 da pagare oppure, dalla seconda cessione in poi, una banca, un intermediario o un’assicurazione.
Step 4 — Prezzo e contratto
Si concorda il prezzo per ogni rata e si firma il contratto, che indica importo, rate cedute, corrispettivo, tempi di pagamento e garanzie del cedente. Per capire come si forma il prezzo leggi la guida al tasso di sconto.
Step 5 — Comunicazione e accettazione
Il cedente comunica la cessione sulla Piattaforma cessione crediti dell’Agenzia delle Entrate. Il cessionario la accetta sulla stessa piattaforma e da quel momento il credito è nel suo cassetto fiscale.
Step 6 — Pagamento
Il cessionario paga il corrispettivo nei tempi previsti dal contratto.
Quali crediti si possono cedere nel 2026
| Credito | Cedibile nel 2026? |
|---|---|
| Crediti edilizi già nel cassetto fiscale (Superbonus, Ecobonus, Sismabonus, ristrutturazione, facciate, barriere) | Sì, per rate annuali e nei limiti al numero di cessioni |
| Nuove opzioni di sconto o cessione per spese 2026 | No, salvo eccezioni molto limitate |
| Rate residue di chi ha usato il bonus in dichiarazione | No, vietato dal D.L. 39/2024 |
| Rate ottenute con la ripartizione in ulteriori 10 rate | No |
| Crediti Transizione 4.0 e Ricerca e Sviluppo | No, solo uso diretto dell’impresa |
Il limite al numero di cessioni. Dopo la prima cessione, che può essere fatta a chiunque, il credito può passare solo a soggetti qualificati (banche, intermediari finanziari, assicurazioni), entro il numero massimo di passaggi previsto dalla legge. Le banche possono sempre cedere ai propri clienti non consumatori.
Niente cessioni parziali di una rata. Si possono cedere singole rate annuali, ad esempio la 2028 tenendo la 2027, ma non una parte della stessa rata.
Chi può cedere crediti d’imposta
Può cedere chi ha il credito nel proprio cassetto fiscale:
- imprese edili e general contractor che hanno applicato lo sconto in fattura ai clienti;
- imprese e professionisti che hanno acquistato crediti e non riescono più a usarli;
- privati e condomini che hanno esercitato l’opzione di cessione prima del blocco e hanno ancora il credito nel cassetto;
- banche e intermediari, verso altri soggetti qualificati o i propri clienti.
Non conta la dimensione: conta che il credito sia regolare, documentato e che il cedente non abbia debiti iscritti a ruolo che ne sospendano l’uso.
Cosa rischia chi compra
Chi acquista risponde in solido con il cedente solo se ha concorso nella violazione. Dal D.L. 11/2023 il concorso è escluso per chi acquisisce e conserva la documentazione prevista dalla legge, salvo dolo o colpa grave. Per questo ogni acquisto serio parte da una due diligence sui crediti fiscali. Se sei dall’altra parte, leggi come funziona l’acquisto di crediti per compensare l’F24.
Domande frequenti sulla cessione del credito d’imposta
Cos’è la cessione del credito d’imposta in parole semplici?
È la vendita di un credito fiscale: chi lo ha nel cassetto lo trasferisce a un’altra impresa o a un intermediario in cambio di denaro. Chi compra lo usa per pagare le proprie imposte in F24.
Nel 2026 si può ancora cedere il credito d’imposta?
Sì, per i crediti edilizi già presenti nel cassetto fiscale. Non si possono invece aprire nuove opzioni per le spese 2026 né cedere le rate di detrazione di chi ha sempre usato il bonus in dichiarazione.
I crediti R&S e Transizione 4.0 si possono cedere?
No. Sono utilizzabili solo dall’impresa che li ha maturati, in compensazione.
Quante volte si può cedere un credito?
La prima cessione è libera. Le successive sono ammesse solo verso soggetti qualificati (banche, intermediari finanziari, assicurazioni), entro il numero massimo di passaggi previsto dalla legge.
Quanto si riceve cedendo un credito?
Dipende soprattutto dall’anno della rata, dalla documentazione e dall’importo. Non esiste un listino: il prezzo si concorda per ogni operazione. Trovi i fattori nella guida al tasso di sconto.
Cosa succede alla rata 2026 non usata?
Si perde: non si riporta agli anni successivi e non si rimborsa. Vedi cosa fare con i crediti d’imposta rata 2026 prima del 31 dicembre.
Come gestiamo la tua cessione
Advisoring ha seguito operazioni per 467 milioni di euro di crediti d’imposta. Il primo passo è capire se la cessione conviene davvero, rata per rata. Se sì, gestiamo tutto:
- verifica del cassetto fiscale e del fascicolo documentale;
- ricerca dell’acquirente con capienza negli anni giusti;
- trattativa sul prezzo di ogni rata;
- contratto, comunicazione all’Agenzia delle Entrate e accettazione, fino al pagamento.
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Questo articolo ha finalità informative generali e non costituisce consulenza fiscale o legale. Per la tua situazione specifica rivolgiti a un professionista abilitato.
